Santa Lucia, è il momento decisivo contro Cantù

Santa Lucia, è il momento decisivo contro Cantù

Il Santa Lucia gioca le sua carte conto Cantù. Sabato, ore 20:30, si gioca gara tre, spareggio per la semifinale playoff che mette in palio l’ultimo atto. Giulianova attende il responso del PalaFamila, che vedrà di fronte, per la quinta volta in stagione, le due squadre. Si tratta di una vero e proprio atto finale, che si trovano in perfetta parità negli scontri con due successi ciascuno. 1-1 dopo la regular season e stessa identica situazione dopo i playoff, dopo il 50-51 della prima gara e il 47-58 della seconda. Sarà dunque una questione di sottili equilibri. Quando si alzerà la palla a due a fare la differenza sarà l’attenzione ai dettagli e certamente i gialloblù non partono battuti. La Briantea giocherà la proprie chance in casa, dove proprio i capitolini hanno messo termine a un dominio di soli successi che durava da più di un anno. Proprio dal recente risultato, quella vittoria di un punto ottenuto dopo un tempo supplementare in gara uno, si deve ripartire per mantenere integra la propria convinzione. La squadra guidata da Fabio Castellucci ha lavorato in silenzio e con la massima concentrazione durante la settimana. Attenzione particolare a rimbalzi e rientri difensivi per evitare la veloce transizione degli avversari: questi sono i due punti da cui ripartire, posto che di fronte c’è un avversario campione in carica e che fa dell’attacco il suo punto di forza. Sarà necessario il contributo di tutti per costringere la difesa gialloblù ad allargarsi rispetto alla gabbia creata intorno a capitan Cavagnini per tutta gara 2.

Se andiamo a vedere le statistiche delle due sfide emerge un dato significativo: Cantù nella seconda partita ha alzato le percentuali al tiro. Nel match perso i brianzoli hanno tirato con il 37% da due e con un orrendo 0/12 da tre, mentre tra le mura della Fondazione Santa Lucia i dati statistici si sono alzati rispettivamente al 49% e al 30% (3/10). Anche il Santa è leggermente migliorato (dal 36% al 42% da due), ma il problema sono stati principalmente i 15 tiri in meno presi, un dato che rappresenta la spiegazione maggiore per il gap di 11 punti con cui si è conclusa gara tre, dove comunque gli ospiti hanno terminato le proprie fatiche con quattro uomini in doppia cifra. Sarà un’impresa difficile e servirà il contributo di tutti i giocatori, ma solo una cosa renda impossibile la realizzazione di un sogno: la paura di fallire.