Il nostro capitano – Un bilancio della stagione

Il nostro capitano – Un bilancio della stagione

Roma, 18/03/2017 – Tra poche ore i gialloblu scenderanno in campo per l’ultima stagionale in casa contro Padova. Nella settimana dell’improvvisa e dolorosa scomparsa del Dottor Amadio, Roberto Reali ha intervistato il capitano, Matteo Cavagnini.

Ultima fatica stagionale di questa stagione. Un bilancio?

Non posso non partire dalla fine di questa stagione senza ricordare la scomparsa del Dottore Luigi Amadio, che se a luglio dello scorso anno ci aveva lasciato l’eredità della sua creatura, oggi ci lascia un vuoto incolmabile, e soprattutto una grande responsabilità. Con grande commozione dedichiamo a lui un campionato di cui non possiamo che essere soddisfatti.

Gli obiettivi che con Giulio e Fabio ci eravamo proposti sono stati raggiunti: la salvezza e la crescita omogenea del gruppo. Abbiamo chiesto grandi sacrifici a tutti, e guardo al lavoro fatto con grande orgoglio. Sono certo che se il Dottor Amadio fosse qui oggi, festeggerebbe con noi la chiusura di una stagione sulla quale probabilmente, con la sua esperienza e la sua fiducia, aveva visto più lungo di noi stessi.

Più fatica o più soddisfazione nel doppio ruolo di giocatore e colonna portante della società sportiva ?

Tantissima fatica senza dubbio. All’inizio sembrava una montagna impossibile da scalare, ma poi tantissimi amici si sono avvicinati offrendo il loro aiuto e tutto è diventato meno difficile. Oggi possiamo vantare uno straordinario staff fatto di volontari che ogni settimana ci mette in condizione di dare il massimo. Permettimi di ringraziare la mia famiglia che mi ha sopportato e supportato in tutta questa avventura.

Come pensi si svolgerà la partita di oggi pomeriggio e quali difficoltà possono esserci?

Non sarà una partita facile sotto il profilo tecnico\tattico. Padova è un ottima squadra, con grandissimi atleti. Noi dovremo approcciare mentalmente alla partita con una marcia in più, sapendo che in palestra ci sarà un atmosfera difficile.

Te sei un ex della partita. hai qualche aneddoto dei tuoi primi giorni romani?

Come dimenticare. Venivo da 2 anni padovani, e ci eravamo tolti qualche soddisfazione vincendo Coppa Italia, Supercoppa e Brinkmann Cup. Poi però è arrivata la chiamata della Capitale e la mia vita è cambiata. Un nuovo stile di vita che mi ha dato la possibilità di esprimermi come non mai nello sport, in una città meravigliosa come Roma.