Santa Lucia, il momento di sognare in grande

Santa Lucia, il momento di sognare in grande

Un solo obiettivo, una sola gara. Sabato alle 17:00 il Santa Lucia Basket scenderà in campo nella palestra della Fondazione come se si giocasse una gara unica, praticamente una finale. Il successo ottenuto in gara uno di semifinale playoff contro Cantù deve essere cancellato dalla testa dei giocatori romani, che dovranno concentrarsi solo sui 40 minuti di gioco, senza nemmeno prendere in considerazione l’eventuale e terribile gara 3. Il capitano Mattteo Cavagnini ha indicato la via ai suoi compagni attraverso la freddezza con cui ha messo dentro i liberi decisivi al Palafamila. La differenza però è stata fatta dalla difesa che ha lasciato i campioni in carica al minimo stagionale di punti segnati, un dato decisivo e raggiunto dopo un supplementare. Anche i gialloblù hanno faticato per trovare la via del canestro, ma hanno avuto la capacità di cercare strade diverse, mentre i brianzoli hanno continuato a tirare da fuori nonostante le percentuali basse. Per bissare lo storico successo esterno, primo ko interno della Briantea da febbraio 2017, il Santa Lucia dovrà compiere una nuova impresa difensiva, ma stavolta sarà necessario migliorare sia il tiro, per aprire la difesa, sia la gestione della palla, troppe le 18 palle perse per essere ripetute.

Tra romani e brianzoli la storia parte da lontano, quando i gialloblù erano dominanti e i biancoblù iniziavano la loro scalata. Nel 2012 proprio in semifinale il primo scontro recente, con il successo dei capitolini che poi si involano verso lo scudetto conquistato in finale contro la Elecom, a cui l’anno dopo è seguita la finalissima, stavolta vinta dai lombardi, al loro primo titolo. Il copione identico si ripete nella stagione successiva, sempre con lo stesso risultato. La rivalità crescente tra le due squadre non accenna a diminuire nemmeno nel 2014-2015, dove si catalizza nella terza finale consecutiva tra le due società: stavolta è il Santa Lucia ad alzare la coppa del campionato, il 21mo della sua infinita storia. Il poker di scontri arriva l’anno successivo, con tre gare finali ad altissima intensità: al 69-61 del Santa in gara uno risponde la Briantea superando gli avversari di un punto (65-66) nella partita successiva che viene poi bissata nello spareggio decisivo, vinto da Cantù 59-57.

Fabio Castellucci ha lavorato in settimana per far lavorare in tranquillità la sua squadra, curando l’analisi degli errori, ma soprattutto facendo mantenere alta la concentrazione ai proprio giocatori: “Partita decisiva ovviamente per il valore che ha, chiudere sul 2 a 0, oltre ad essere la cosa più conveniente servirebbe a non permettere al Cantù di riaprire la sfida, sapendo che squadre così non commettono 2 volte lo stesso errore. Ci aspetta una partita che potrebbe essere paragonata ad una finale per il valore che ha, noi vogliamo dimostrare che abbiamo cuore e determinazione per giocarla e fare bene”. Accanto all’impegno degli uomini in campo, sarà necessario il contributo degli spalti, che si preannunciano gremiti: “Sono passate molte settimane dall’ultima partita in casa, che il nostro pubblico possa essere la cornice giusta per un momento così importante”.